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Tramonto sul Lago dell’Ovest, con la pagoda Leifeng sulla collina
Storie di Zouzou · Leggende

Il Serpente Bianco e la pagoda Leifeng

Foto: Yinweichen · CC BY-SA 4.0

Uno spirito serpente innamorato, un monaco che la ostacola e una vera pagoda sul Lago dell’Ovest, crollata nel 1924 e poi risorta.

Verificato con queste fonti il 2026-09-28 · 3 min di lettura

Tra tutte le storie che si raccontano sul Lago dell’Ovest, ce n’è una che quasi ogni bambino in Cina conosce. Comincia in un giorno di primavera, sotto la pioggia, su un ponte.

Un ombrello prestato

La leggenda narra che due spiriti serpente passarono secoli, mille anni in molte versioni, a coltivare la magia sui monti finché riuscirono a prendere forma umana. La maggiore divenne Bai Suzhen, la Dama Bianca; la minore la sua compagna Xiaoqing, «Piccola Verde». Verso la festa di Qingming scesero a vedere il Lago dell’Ovest. Vicino al Ponte Spezzato le sorprese un acquazzone, e un giovane di nome Xu Xian, garzone in una farmacia di erbe, prestò loro l’ombrello e divise con loro una barca. Il giorno dopo tornò a riprendersi l’ombrello, e ben presto i due erano sposati e gestivano una bottega di rimedi tutta loro.

Poi compare il monaco Fahai. Vede che cosa sia davvero Bai Suzhen e avverte il marito. Alla festa delle Barche del Drago, quando le famiglie bevevano vino al realgar per tenere lontani serpenti e insetti, Xu Xian convince la moglie a berne una coppa. Lei torna a essere un enorme serpente bianco, e lui muore di spavento. Nell’episodio più amato, Bai Suzhen, già incinta, vola su una montagna sacra, ruba un’erba magica e lo riporta in vita. Più tardi, quando Fahai trattiene Xu Xian al tempio di Jinshan, lei e Xiaoqing fanno salire le acque contro il tempio per riprenderselo, senza riuscirci. Alla fine il monaco la cattura nella sua ciotola per le elemosine e la imprigiona sotto la pagoda Leifeng.

West Lake in Hangzhou seen from the hills, with causeways and islandsLuogo a HangzhouLago dell’Ovest 西湖Il celebre lago di Hangzhou, circondato da colline, pagode e argini alberati di salici. Patrimonio mondiale UNESCO.

Una storia, tanti finali

La leggenda è cresciuta nei secoli e non ha un’unica versione giusta. Le sue forme più antiche erano piuttosto un ammonimento: una bella donna che in realtà è un serpente pericoloso. La prima versione scritta completa è dello scrittore Ming Feng Menglong, nella raccolta del 1624 Storie per ammonire il mondo, con il titolo «La Dama Bianca rinchiusa per sempre sotto la pagoda Leifeng». Lì il giovane si chiama Xu Xuan, la Dama Bianca fa ancora più paura che pena, e il racconto si chiude con dei versi: uscirà solo quando la pagoda crollerà e il lago sarà asciutto.

Nel 1771 il drammaturgo Fang Chengpei rimodellò la storia per il teatro. La sua Dama Bianca è dolce e fedele, e aspetta un figlio. Le opere successive aggiunsero finali più lieti: in alcuni il figlio cresce, arriva primo agli esami imperiali e si inginocchia davanti alla pagoda finché la madre viene liberata; in altri Xiaoqing torna con nuovi poteri e abbatte la pagoda. Opera di Pechino, opera Yue, cinema e televisione l’hanno raccontata di continuo, e nel 2006 la leggenda è entrata nella prima lista nazionale cinese del patrimonio culturale immateriale.

La pagoda che crollò davvero

La pagoda Leifeng, a differenza della Dama Bianca, è storia. Fu costruita intorno al 975–977 da Qian Chu, ultimo re di Wuyue, un piccolo regno con capitale a Hangzhou. Sorgeva su una bassa collina della riva sud e all’inizio si chiamava pagoda Huangfei, da una consorte reale; presto la gente prese a chiamarla col nome della collina. Doveva custodire una reliquia buddhista, e alcuni dei suoi mattoni contenevano minuscoli sutra stampati e arrotolati, datati al 975. Guerre e incendi la danneggiarono più volte; nel XVI secolo le sue gallerie di legno bruciarono, lasciando una nuda torre di mattoni. La sua sagoma al tramonto era già una delle Dieci Vedute del Lago dell’Ovest.

Di generazione in generazione si diffuse la credenza che i suoi mattoni guarissero le malattie o portassero fortuna, e la gente li portò via uno a uno. Il 25 settembre 1924 la vecchia torre crollò. Chi conosceva la leggenda se ne accorse subito: la pagoda era caduta, anche se il lago non si era prosciugato.

La vecchia pagoda Leifeng intorno al 1910, ridotta al nucleo di mattoni. Crollò nel 1924.
La vecchia pagoda Leifeng intorno al 1910, ridotta al nucleo di mattoni. Crollò nel 1924.Pubblico dominio

Nel 2001 gli archeologi aprirono la camera sotto le rovine. In un cofano di ferro c’era uno stupa d’argento che si dice custodisca un capello del Buddha, circondato da statue di bronzo dorato e altre offerte. Una nuova pagoda, inaugurata il 25 ottobre 2002, sorge oggi proprio sopra le antiche fondamenta, protette al suo interno.

Leifeng Pagoda's tiered roofs against a blue skyLuogo a HangzhouPagoda Leifeng 雷峰塔Pagoda ricostruita sulla riva sud, legata alla Leggenda del Serpente Bianco, con ampia vista sul lago.

La visita oggi

Oggi si sale la collina fino alla pagoda e, al livello più basso, si guardano dall’alto i mattoni della base millenaria. Ai piani superiori ci sono intagli con la storia del Serpente Bianco, e dalla galleria in cima si abbraccia tutto il lago, meglio con la luce del tardo pomeriggio. Poi attraversa l’acqua e percorri l’argine Bai fino al Ponte Spezzato, dove tutto è cominciato. Informazioni pratiche: pagoda Leifeng e Lago dell’Ovest.

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Fonti

Le leggende sono raccontate come leggende. Dove gli storici non sono d’accordo, lo diciamo.

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