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Enciclopedia · Arti e mestieri

Opera di Pechino

京剧jīngjù

L’arte scenica più nota della Cina, nata a Pechino verso il 1800: canto, recitazione e acrobazie, volti dipinti e costumi sontuosi.

L’opera di Pechino (jingju) è l’arte scenica più nota della Cina e unisce canto, recitazione parlata, gestualità e combattimenti acrobatici con costumi sontuosi e volti dipinti. Prese forma a Pechino dalla fine del XVIII secolo, dopo che nel 1790 arrivarono compagnie dell’Anhui per l’80º compleanno dell’imperatore Qianlong e fusero la loro musica con melodie dell’Hubei e di altre regioni. I ruoli si dividono in quattro tipi principali: sheng (uomini), dan (donne), jing (volti dipinti) e chou (buffoni), e per gran parte della sua storia i ruoli femminili erano interpretati da uomini. Il palco è quasi spoglio: una frusta indica un cavallo e un giro del palco un lungo viaggio, mentre i colori del volto suggeriscono il carattere, spesso il rosso la lealtà e il bianco l’astuzia. La corte Qing la amava, e l’imperatrice vedova Cixi ne fu una delle più ferventi sostenitrici; l’UNESCO l’ha iscritta nel patrimonio culturale immateriale nel 2010. Non va confusa con l’opera del Sichuan, uno stile regionale diverso famoso per i fulminei cambi di maschera, che si possono vedere a Chengdu.

Noto anche come: Beijing opera · Jingju

Hall of Supreme Harmony on its marble terrace in the Forbidden City
Hall of Supreme Harmony on its marble terrace in the Forbidden CityFoto: Daniel Case · CC BY-SA 3.0

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Fonti

Verificato con queste fonti il 2026-10-05

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