
L’ingegnere che domò un fiume
Circa 2.300 anni fa un governatore di Qin divise in due l’impetuoso fiume Min senza una diga. La sua opera irriga ancora la piana di Chengdu.
Là dove il fiume Min lascia le montagne del Sichuan occidentale, precipita in una pianura ampia e piatta. In primavera e d’estate, lo scioglimento delle nevi e le piogge lo trasformano in un torrente carico di ghiaia. Per i contadini dell’antico Shu, la terra intorno all’odierna Chengdu, voleva dire alluvioni nella stagione umida e poca acqua in quella secca.
Lo Stato di Qin aveva conquistato lo Shu nel 316 a.C. e, qualche decennio dopo, nel III secolo a.C., vi mandò un governatore di nome Li Bing. Di lui come persona sappiamo pochissimo: né dove nacque, né quando morì. Quello che abbiamo è la sua opera, ed è ancora in funzione.
Poche righe nei libri antichi
La testimonianza più antica è breve. Nel suo trattato su fiumi e canali delle Memorie di uno storico, scritto intorno al 100 a.C., Sima Qian racconta che Bing, governatore dello Shu, tagliò il Lidui, pose fine ai danni del fiume Mo e aprì due canali attraverso Chengdu. Vi potevano navigare le barche, aggiunge, e l’acqua in eccesso serviva a irrigare i campi, con grande vantaggio della gente. Per tradizione il Lidui si identifica con la roccia accanto al canale che si vede oggi, anche se alcuni storici lo collocano altrove.
Circa quattro secoli e mezzo dopo, le Cronache di Huayang, una storia del Sud-ovest, aggiungono altri dettagli. Dicono che Li Bing costruì uno sbarramento attraverso il fiume, condusse i due canali accanto alla città, fece scendere il legname dai monti boscosi facendolo galleggiare e trasformò la pianura in terre così sicure che si diceva che piene e siccità ormai obbedissero all’uomo e che la carestia fosse sconosciuta. Da qui viene l’antico soprannome del Sichuan: Tianfu, la Terra dell’abbondanza. La data tradizionale dell’opera è il 256 a.C.; le fonti antiche non la fissano a un anno preciso.
Dividere il fiume, non sbarrarlo
La trovata geniale è che Dujiangyan non ha una grande diga. Lavora con il fiume invece che contro, in tre parti.
Prima viene la Bocca di pesce, un lungo argine con la testa appuntita piantata in mezzo alla corrente, che la divide in due: un fiume interno diretto verso la pianura e uno esterno che prosegue nel vecchio letto. Per la curva che il fiume compie qui, la ripartizione cambia con le stagioni. Gli ingegneri di solito la descrivono così: nella stagione secca circa il 60 per cento dell’acqua entra nel canale interno; in piena la proporzione si inverte e la maggior parte resta fuori.
Poi c’è lo sfioratore della Sabbia volante, una soglia bassa lungo il canale interno. Quando l’acqua è alta, scavalca la sommità e torna nel fiume esterno, portando con sé gran parte di sabbia e ghiaia. A fare la cernita sono i vortici.
Infine il Collo di bottiglia, uno stretto varco tagliato nella roccia di un colle chiamato Yulei. È l’unico ingresso alla pianura e funziona come una gola: per quanto salga il fiume, ne passa solo una certa quantità. Da lì i canali si aprono a ventaglio tra i campi, per semplice pendenza.
Per gran parte della sua storia gli sbarramenti furono costruiti con materiali del posto: lunghe ceste di bambù intrecciato piene di ciottoli di fiume. La corrente le consumava e ogni inverno venivano riparate, quando si dragavano anche i canali, mentre treppiedi di legno, i macha, trattenevano l’acqua durante i lavori. La regola d’oro di quella manutenzione, scavare a fondo il letto e tenere basso lo sbarramento, è attribuita dalla tradizione a Li Bing, ma fu messa per iscritto molto più tardi.
Luogo a ChengduDujiangyan e Monte Qingcheng 都江堰与青城山Un sistema di irrigazione di 2.000 anni e una montagna taoista ricoperta di boschi, entrambi patrimonio UNESCO.Storia e leggenda
Le Cronache di Huayang raccontano anche che Li Bing pose nell’acqua tre uomini di pietra come misuratori: negli anni secchi l’acqua non doveva scendere sotto i loro piedi, in piena non doveva salire oltre le spalle. Nel 1974 fu estratta dal letto del fiume una statua di pietra alta quasi tre metri. L’iscrizione nomina Li Bing, è datata 168 d.C. e dice che i funzionari delle acque fecero tre uomini di pietra per tenere a bada l’acqua. Sembra che appartenesse a una serie successiva di misuratori, scolpita circa quattro secoli dopo di lui e con il suo nome. Oggi si vede nel tempio Fulong.

Le leggende gli fiorirono intorno presto. Le stesse Cronache riferiscono che «alcuni dicono» che, mentre Li Bing tagliava le rupi, il dio delle acque si adirò e Li Bing scese nel fiume con una lama per combatterlo. La tradizione dice anche che il Collo di bottiglia fu aperto scaldando la roccia col fuoco e spaccandola con acqua fredda. Le Cronache descrivono sì Li Bing che brucia legna contro una rupe su un altro fiume, ma nulla di solido lega quel metodo a questo varco.
E il figlio? Le storie sul figlio di Li Bing, spesso chiamato Erlang, che aiutò il padre e incatenò un drago, si diffusero più o meno dalla dinastia Song, oltre mille anni dopo. Nelle fonti antiche non compare. La gente del posto ha comunque onorato padre e figlio insieme, e il tempio Erwang sopra il fiume è dedicato a entrambi.
Quello che non è leggenda è il risultato. Dujiangyan è stato riparato, ricostruito e ampliato molte volte, con ferro, pietra e poi cemento, ma segue ancora l’impianto antico e irriga ancora la piana di Chengdu. L’UNESCO lo ha iscritto nel Patrimonio mondiale nel 2000, insieme al vicino Monte Qingcheng.
La visita oggi
Si può camminare sulla Bocca di pesce, attraversare il fiume su un ponte sospeso che oscilla e affacciarsi sopra il Collo di bottiglia per vedere il Min che si stringe al passaggio. Il tempio Erwang e il tempio Fulong, con il Li Bing di pietra, sono entrambi nell’area visitabile, e ogni anno alla festa di Qingming, a inizio aprile, la città celebra una cerimonia di apertura delle acque. Biglietti e trasporti nella pagina Dujiangyan e Monte Qingcheng.
Luoghi in questa storia
Fonti
- Sima Qian, Records of the Grand Historian, chapter 29: Treatise on Rivers and Canals (Chinese text) (zh.wikisource.org)
- Chang Qu, Chronicles of Huayang, volume 3: Records of Shu (Chinese text with commentary) (zh.wikisource.org)
- UNESCO: Dujiangyan Water-Releasing Festival was Successfully Held (2024) (unesco.org)
- UNESCO Multimedia Archives: Mount Qingcheng and the Dujiangyan Irrigation System (unesco.org)
- Wikipedia: Dujiangyan (secondary) (en.wikipedia.org)
- Wikipedia (Chinese): Li Bing, on the AD 168 statue inscription (secondary) (zh.wikipedia.org)
Le leggende sono raccontate come leggende. Dove gli storici non sono d’accordo, lo diciamo.
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